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Descrizione sintetica del prodotto: Le crisciolette sono grosse cialde, simili ai “necci”, di spessore modesto, circa 2-3 mm. L’impasto è ottenuto unendo farina di granturco e farina di grano duro ad un giusto dosaggio d’acqua. Possono essere consumate con fettine di pancetta o con buon formaggio di vacca.Territorio interessato alla produzione: Provincia di Lucca.Provincia: Lucca

Produzione in atto: Attivo

Descrizione delle metodiche di lavorazione: Le due farine setacciate vengono poste in un recipiente aggiungendo acqua e un pizzico di sale e lavorate fino ad ottenere un composto abbastanza denso. Si versano poi 2-3 cucchiai da minestra del composto su delle piastre ben calde e preventivamente spennellate di olio, dette “testi” o “cotte”, mettendo sopra la cialda le fette di pancetta. Dopo 2-3 minuti si tolgono dal fuoco e si consumano ben caldi. Il sale oggi viene sempre messo nell’impasto anche se un tempo era elemento più nobile che veniva utilizzato solo quando si riusciva ad averlo grazie al baratto con prodotti di coltivazione o di allevamento.

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione: Contenitore in coccio o in acciaio, Piastre in acciaio (“testi”), Pennello

Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive: Esiste il sito www.lacriscioletta.it che, nato per mantenere e diffondere la tradizione e la cultura gastronomica legata al questo prodotto, riporta quanto segue:”Il pasto quotidiano della famiglia contadina di Cascio, non era né mai ricco né mai vario. Si mangiava ciò che si produceva; quindi sulla tavola era frequente la polenta, sia di neccio che di granoturco, patate, fagioli ed un po’ tutti quei prodotti che stagionalmente venivano raccolti dalla terra coltivata dalla famiglia. Raramente era presente carne che di solito si utilizzava solo nelle festività solenni. La criscioletta trae da questa cucina le sue origini, a testimonianza del carattere povero della cucina contadina del luogo. Pur con la mancanza di elementi storici o testimonianze, con buona probabilità si può affermare che essa sia nata da un’idea tendente a sfruttare la metodologia e gli strumenti per la cottura dei più conosciuti e blasonati “necci” di farina dolce, già sicuramente conosciuti nelle famiglie dell’epoca. Infatti, al di là della differenza basata sugli ingredienti, la preparazione della criscioletta può considerarsi similare a quella del “neccio”.Le cotte, o testi, fanno ancor’oggi parte del corredo casalingo di tutte le famiglie di Cascio. L’attaccamento ed il sentire popolare per quest’oggetto, anticamente importante in quanto strumento di cucina e oggi divenuto sinonimo di festa, è ancora talmente vivo che spesso è oggetto di conversazione tra i paesani che si scambiano opinioni e battute, evidenziando a turno le caratteristiche, seppur minime, della coppia posseduta.

Produzione: Le crisciolette sono conosciute esclusivamente a Cascio. Vengono tradizionalmente preparate in casa per festività e ricorrenze o in occasione di sagre e feste paesane. Il prodotto non viene venduto, pertanto non è stimabile la quantità prodotta annualmente.

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