Questo sito richiede di avere JavaScript abilitato.
We love social networks! join with us!

12/11 Auditorium di Porcari, ore 21Andrea Roncaglione / Avrei preferito essere Jacques CousteauCon Cristian Cerruto-Delmastro, Vito Miccolis, Andrea Roncaglione, Ambra Senatore, Alberto Vitale-Brovarone.“Avrei preferito essere Jacques Cousteau nasce dall’amore – sincero – per i documentari naturalistici: probabile lascito del fatto che – il titolo dice il vero – da piccolo volevo fare il naturalista. Poi, invece, mi sono messo a scrivere, ma di tanto in tanto componevo dei testi che parodiavano il contenuto e lo stile dei documentari in video (complice il caso – o piani occulti, non lo so – della programmazione televisiva, sono sicuro di essere una delle persone che ha visto più documentari sui ghepardi al mondo). Ciò che mi divertiva tanto nei documentari era l’impressione che tutti i documentari – su qualsiasi argomento – finissero per parlare non tanto del fenomeno indagato in sé, quanto dell’uomo – delle sue caratteristiche, delle sue paure, dei suoi desideri, dei suoi problemi sociali, etc. – ad altri uomini: quasi che ci avvicinassimo a noi stessi quanto più cercassimo di allontanarcene.Poi è arrivata la messa in scena in teatro di uno di quei testi, letto da me – amplificato e fuori scena: alla parodia di contenuto e stile, ora s’aggiungeva quella del tono assertivo tipico delle voci fuori campo dei documentari in video. Ma soprattutto ora c’era una scena teatrale, indagata dalla voce narrante come se fosse un fenomeno naturale. Ma una scena teatrale non è un fenomeno naturale, è una cosa – appunto – fatta dall’uomo per altri uomini. Il non sense mi sembrò completo. Questa è l’idea fondante di “Avrei preferito essere Jacques Cousteau”, il fulcro di quello che chiamo “documentario dal vero”: cinque persone (due danzatori e attori, due musicisti e rumoristi e la voce narrante dal vivo e fuori scena) che non soltanto conducono un’indagine su alcuni fenomeni naturali – quasi fossero l’équipe di Cousteau; ma fanno anche – fisicamente o con manufatti semplicissimi e vistosamente umani, artigianali, se non addirittura di uso (altro) quotidiano, e senza l’ausilio di immagini o basi registrate – quei fenomeni reali che l’uomo pretende di indagare nei suoi documentari.I fenomeni che abbiamo indagato con questo sistema sono: la giornata d’un ghepardo (non poteva mancare), la riproduzione dei salmoni del Pacifico, l’uragano, l’Uomo Falena (documentario di argomento occulto, tanto di moda oggi), il sonno (cosa ci succede quando dormiamo), i Maya (meta-documentario su noi, che facciamo i documentari new-age sui popoli estinti). Due documentari storico-apologetici sono invece dedicati ad altrettanti episodi della vita di Jacques Cousteau. In preparazione: il viaggio nello spazio, l’organizzazione sociale dei lupi, l’evoluzione delle specie.”Andrea RoncaglioneSPAM! Rete per le arti contemporanee è un progetto ALDES in collaborazione con DA.TO./Danza in Toscana – spazio per le arti performative contemporanee.

Il post è stato scritto da " Lucca e le sue Terre " archiviato in " Senza categoria ".