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Sabato 24 settembre 2011 si è inaugurata a Lucca una triplice personale dedicata all’artista Valerio Adami, uno dei grandi protagonisti della pittura italiana contemporanea. Il progetto, nato dalla sinergia tra l’Artista, la galleria Usher Arte, Claudio Poleschi Arte Contemporanea e Lu.C.C.A., si suddivide in tre mostre: Disegni, Galleria Usher arte, via della Zecca 15, Luccadal 24 settembre al 12 novembre 2011Dipinti – Claudio Poleschi Arte Contemporanea,Chiesa di San Matteo, Piazza San Matteo 3, Luccadal 24 settembre al 12 novembreAcquerelli, Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, Via della Fratta 36dal 25 settembre al 23 ottobreValerio Adami (Bologna 1935) inizia a dipingere a Venezia nell’atelier di Felice Carena nel 1945. Dopo un incontro con Oskar Kokoschka nel 1951, che segna un momento fondamentale per la sua formazione, inizia a studiare disegno con Achille Funi all’Accademia di Brera. Dopo le prime mostre del 1958, all’Institute of Contemporary Art di Londra e al Naviglio di Milano, prosegue quella vita girovaga spesso segnalata nelle sue biografie. Viaggia in Europa, soprattutto a Parigi, ed espone in alcuni dei maggiori musei del mondo, a New York (1966), in America Latina e in Oriente, incontrando artisti, musicisti, scrittori e uomini di cultura in una lunga stagione di amicizie e scambi di esperienze.Dopo una fase iniziale dominata dall’insorgenza esistenziale (l’informale, Francis Bacon, la pittura gestuale e il tardo surrealismo), l’artista avverte la necessità di un’uscita personale ma oggettiva, sia dal residuo espressionismo del dopoguerra, sia dall’esteriorità superficiale dei linguaggi di massa. Difatti il nuovo racconto che Adami rimette in gioco dagli anni ’60, confrontandosi con l’arte pop inglese e americana, è un processo costante e graduale di traduzione e semplicazione, di decostruzione e riassemblaggio, dal mondo privato all’oggettività fenomenologica dell’immagine disegnata e dipinta. Il disegno ne è il motore generante. Nel dipinto finale la linea profila ancora il campo cromatico quasi come la struttura di piombo sulle vetrate medievali. Attraverso tale processo di congelamento, luminoso quanto malinconico, Adami sembra interrogarci sull’effettivo rapporto tra pittura e verità, realtà e linguaggio.L’artista partecipa alle più importanti rassegne internazionali, tra cui Documenta di Kassel nel 1964 e la Biennale di Venezia nel 1968. Dal 1990 risiede a Parigi, Montecarlo e Meina, sul Lago Maggiore.

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