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Un corpus di opere di Moses Levy, provenienti dalla collezione di Enrico Pea, sarà in mostra a Pietrasanta dal 17 febbraio all’11 marzo: incisioni, disegni e carboncini realizzati prima del 1916. In quell’anno, infatti, quanto contenuto nello studio di Rigoli (PI) del grande maestro Moses Levy fu acquistato da Luigi Salvatori ed Enrico Pea. In esposizione anche opere di Mino Maccari, Arturo Dazzi, Ettore Di Giorgio e Antony De Witt.Con il sostegno della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana, l’Assessorato alla Cultura accende i riflettori su questo particolare nucleo proveniente dalla collezione Pea che sarà ospitato nelle sale Putti e Capitolo del chiostro di Sant’Agostino. Nell’occasione sarà pubblicato un catalogo, edito da Bandecchi e Vivaldi, con testi di diversi studiosi.L’iniziativa è a cura di Antonella Serafini e Valentina Fogher.L’esposizione si aprirà con un incontro – venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30 – cui parteciperanno il sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi, il sindaco di Sarzana Massimo Caleo, il presidente della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana Umberto Guidugli, Umberto Sereni, Antonella Serafini, Enrico Baldi, Giuliano Rebechi e Manlio Cancogni.L’ingresso è libero. Moses LevyMoses Levy (Tunisi, 1885 – Viareggio, 1968), pittore e incisore, giovanissimo si trasferì in Italia, prima a Firenze, poi a Lucca dove conobbe Lorenzo Viani e poi ancora a Firenze dove s’iscrisse all’Accademia di Belle Arti. Nel 1907 partecipò alla VII Biennale di Venezia con una tempera ed ottenne il suo primo riconoscimento. Cominciò così a partecipare a numerose mostre ed esposizioni in Italia e a Tunisi, con cui rimase sempre in contatto e dove, a partire dagli anni trenta, venne riconosciuto quale “maestro” degli artisti della giovane generazione. Nel 1935 partecipò alla Biennale di Venezia e alla 2° Quadriennale di Roma e gli anni Quaranta e Cinquanta lo videro protagonista di numerose esposizioni non solo in Italia e a Tunisi ma anche in Francia, in Danimarca e in Svezia. Negli anni Sessanta fissò definitivamente la sua residenza a Viareggio.

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